.

Primavera ...

11:12:00



Non si può dimenticare che da bambini,
  ci eravamo già da molto tempo stancati dell’ inverno e aspettavamo con impazienza l’ arrivo della Primavera. E lei ogni giorno si avvicinava di più e con i primi raggi del sole riscaldava le nostre piccole anime, portandoci tanta allegria .
 Si sentiva il suo fresco ma tiepido respiro, la natura si svegliava dal profondo sonno invernale. Si sentiva il movimento dalla mattina alla sera: il cantare  forte gli uccellini  in giardino, 
che facevano il nido nella casetta di legno che aveva costruito mio nonno.
Il canto degli uccellini  si accompagnava con la musica delle gocce cadenti dai lunghi limpidi ghiaccioli, quali appendeva l’ Inverno durante le notti gelate sui tetti delle case.
 Anche i piccoli torrenti, che correvano per le strade, mormoravano all’unisono con le gocce e gli uccellini. Non si poteva più rimanere a casa al caldo della stufa .
 Tutti i bambini contenti perché si potevano vestire e mettersi le scarpe finalmente più leggeri e con la liberta e la leggerezza muoversi fuori di casa. E cosi al coro della natura si aggiungevano i suoni della allegria dei bambini. 
In quel giorno anche io uscivo fuori, respirando l’aria della libertà. Non si poteva passare vicino ai ghiaccioli senza buttarli giù con un bastone e poi di nascosto  prenderne uno e metterlo in bocca, nonostante venivamo brontolati perchè ci sarebbe venuto il mal di gola.
Insieme ai bambini costruivamo con la carta un paio delle barchette  per fare   le gare sui piccoli veloci torrenti nelle vie del paese di campagna. 
Correvamo dietro alle nostre barchette senza notare che stato avevano i nostri piedi con le scarpe ed i pantaloni bagnati fino al ginocchio. Ma, come sempre,  mia nonna mi riportava a casa con la forza. Aveva ragione, perché proprio lei fu costretta a  non dormire tutta la notte, toccando la mia calda fronte della sua stupida creatura e lei fu costretta a sentire per una settimana tutte le notti la tosse forte e secca.
Ma passava la settimana e si dimenticava subito la brutta esperienza.
 Nel frattempo fuori si sentiva e si vedeva realmente la Primavera.
 È arrivata!!! 
Quasi dappertutto la terra si è liberata dalla neve e giaccio e il sole asciugava e liberava dai fango i primi sentieri sui cui si poteva correre facilmente senza mettere il fango fino sopra la testa. 
Nell’aria si sentivano il profumo dell’ erba fresca che appena timidamente sbucava dalla terra con i ciuffetti verdi. Ma soprattutto, il venticello portava ogni tanto il bel profumo dei primi fiori. Questo profumo indimenticabile. Non si confonde con nessun altro! 
Profumo fresco della nuova vita, della nuova speranza. E certamente, vedendo i bambini con mazzi dei bucaneve bianchi e con i rami del salice fioriti mi veniva la voglia con il permesso dei nonni di andare nel bosco, e mi seguivano anche i miei gattini . 
Il bosco mi attirava magicamente in qualsiasi stagione, nonostante qualsiasi tempo faceva: o pioveva , o nevicava, o faceva buon tempo.Ancora oggi adoro il bosco.
 Mi riempiva con la sua energia, regalandomi  la freschezza e la purezza del aria. Anche quella volta, quando arrivammo con gli amici, il bosco come il generoso padrone di casa ci accolse con leggero soffio del vento, con la rilassante musica degli uccellini , mettendo sotto i nostri piedini il tappeto morbido della erba e dei fiori, spruzzando nell’ aria un profumo intenso che ci ubriacava.
 Con un leggero giro della testa noi ci riversavamo nel bosco per raccogliere i fiori. Che belli! I piccoli, bianchi delicati fiorellini si vedevano bene quando sbucavano dalla terra e quasi non si vedevano quando uscivano dal grosso tappeto della neve che non aveva fatto in tempo a sciogliersi. Uno per uno raccoglievamo i nostri tesori e quando diventavano bei mazzetti trovavamo un grande albero di salice tutto in fiori grigio giallo. Noi bambini li chiamavamo i gattini, perché quando iniziavano a sbocciare i fiori somigliavano con la pelle liscia e morbida dei gattini grigi. Prendevo almeno un rametto profumato di salice e tornavo insieme con altri bambini a casa. Ero contenta e molto felice, li regalavo ai tutti miei famigliari, che non trovavano il tempo per andare in bosco, un pezzettino della natura, della bellezza e della freschezza. La stanchezza prendeva la forza ed io mi addormentavo velocemente, sognando la bella ragazza Primavera che passeggiava nel bosco versando per terra i fiori di tutti colori e profumi. Ed io le ero veramente grata per quel suo gesto tanto generoso…
quanti ricordi nella mia bella campagna toscana.
Melinda




You Might Also Like

0 commenti

Tutto quello che vedi è stato realizzato senza l'ausilio di strumenti
industriali o tecnologici
quindi qualche leggera imperfezione grafica è solo segno e pregio
del mio lavoro artigianale
fatto con il cuore .Melinda

.

.

.

Google+ Followers

Twitter

Hellocoton


.