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La mia infanzia

23:50:00






Che bello entrare nei ricordi della mia infanzia, nel mondo magico, favoloso, dove fui felice, coraggiosa,
sicura . Ogni cosa, fosse stata regalata o scoperta, mi portava nuove esperienze, nuovi sentimenti, la 
capacità di distinguere il bene dal male. Comunque, stavo bene nel mio piccolo mondo di color rosa e
piano piano con i miei sogni, con la mia felicità e la gioia si creava un mondo grande, che avrei voluto
dividere con le persone vicine e con la gente del mondo intero.
Abitavo in campagna nelle bellissime colline toscane con mia nonna.
La natura fu il personaggio preferito dei miei sogni.
Con ogni conoscenza, con ogni scoperta e con l’ immaginazione si creavano le favole con i personaggi con cui vivevo. Ancora adesso con l’ arrivo delle diverse stagioni immagino un signore vecchio molto severo con la barba lunga bianca, vestito in una pelliccia e capello celeste, con gli stivali e guanti caldi con un bastone alto di ghiaccio cristallino in mano. Ed è il Nonno Gelo dell’inverno. Invece, la primavera arriva come una bella ragazza giovane con i profumi dei fiori primaverili, con l’ energia nuova. L’ estate si personifica nel un ragazzo laborioso e responsabile che ogni volta porta tanti regali nel cestino: la frutta, la verdura ed un bel mazzo delle spighe del grano maturo . Nella signora molto elegante con l’ abito da sera d’orato riconosco l’ autunno, che porta la calma, la serenità, il calore della famiglia e della casa. Ma ognuno di loro, arrivando, porta con se gli altri personaggi e molti indimenticabili eventi di cui facevo parte io…
Davanti alla mia casa c'era una collina verde mi ha dato sempre l'impressione di una donna generosa con tanti bambini, un po' cicciottella che aveva per noi il più bel sorriso e permetteva ai numerosi bambini di giocare, correre e saltare nella sua grande pancia. Non si annoiava mai. Né con i nostri rumori e urla collettive, né con i monelli che gli strappavano continuamente i gambi di una pianta particolare, adottata nel "flauto", per mischiare dopo le sinfonie senza senso, improvvisate.
I nostri giochi erano semplice. È bastava il tocco della natura per accontentarci. Forse anche la nostra collina era uno di questi doni...



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Tutto quello che vedi è stato realizzato senza l'ausilio di strumenti
industriali o tecnologici
quindi qualche leggera imperfezione grafica è solo segno e pregio
del mio lavoro artigianale
fatto con il cuore .Melinda

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